Benvenuto nel Weblog del Coordinamento Infernetto

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lunedì 4 aprile 2011

IL PROGRAMMA PENSILINE ALLE FERMATE ATAC PROCEDE...

Il Dipartimento alla Mobilità e Traffico del Comune di Roma ha, nei giorni scorsi, rinviato al 13° Municipio una lista di 169 fermate ATAC nel territorio e segnalate per la eventuale dotazione di pensiline, nell’ambito del vasto Programma in atto per 3000 fermate in tutta Roma.

Tale lista, che trae origine dal lavoro congiunto svolto fin dallo novembre 2010 tra la Commissione LL.PP.  ed i Comitati e le Associazioni  del 13° Municipio, deve essere confermata definitivamente  oppure modificata e riconsegnata, comunque,  entro il 31 marzo prossimo, in vista della convocazione della Conferenza dei Servizi per le necessarie verifiche tecnico-normative e le deliberazioni per la messa in opera.

In tale lista sono state comprese tutte le 43 fermate relative all’Infernetto, e per le quali, nel tempo, il Coordinamento Infernetto ha inoltrato e sostenuto una serie di  richieste motivate e documentate.

Occorre, però, a nostro modo di vedere, fare una serie di considerazioni sia per una informazione completa sia perché l’iter appena cominciato presenta, comunque, una serie di questioni da risolvere, anche sulla base delle esperienze già vissute in questa materia.
Infatti, non è affatto certo che tutte le richieste presentate dal 13° Municipio saranno esaudite, in mancanza di talune decisioni ed interventi.


  • A Roma le fermate ATAC sono oltre 8300, ma quelle attualmente dotate di pensiline sarebbero circa 1200, cioè rappresentano  solo una piccola parte del totale. Incluse quelle 412 relative allo stralcio approvato e realizzato durante il 2010, ed a fronte di una richiesta di circa 800.

  • Nel 13° Municipio esistono poco meno di 800 fermate ATAC (quindi una fortissima percentuale rispetto al totale Comunale), ma solo circa 120 dotate di pensiline incluse le 75 installate recentemente  nel 2010.

  • Per far fronte ad una ineludibile esigenza, era stato lanciato  un Programma comunale a costo zero (paga la pubblicità)  per ATAC e Casse comunali per arrivare almeno a  3000 pensiline sul totale delle 8300 fermate.

  • Per una serie di buone ragioni burocratiche, tecniche e normative (limiti architettonici, Sovraintendenza delle Belle Arti, siti non a norma, spazi stretti, assenza di pedane idonee o marciapiedi, mancanza di interventi correttivi anche minimali, fermate solo di discesa nei pressi di capolinea,  utenza molto ridotta, zone isolate a rischio vandalismo ecc. ecc.) il numero delle fermate possibili candidate si riduce in maniera enorme. Basta girare anche  per Roma per verificare questo stato di cose assolutamente sconfortante. Tant’è che, a parere di autorevoli tecnici,  sarà già un bel risultato arrivare a 2000 pensiline installate nei prossimi due/tre anni, dimenticandoci il traguardo delle 3000, e sempre e comunque  a costo  di lavori e/o deroghe, più o meno importanti,  in molte fermate  per adeguarle alla  normativa vigente. A meno di decisioni decisamente innovative sul piano politico amministrativo e burocratico.
  • Quindi, il  processo in corso non è stato ritenuto soddisfacente sia a causa del il numero chiuso previsto per la prima tranche (400) sia per la qualità delle richieste ricevute, per le ragioni già esposte. Allo scopo di  ottenere un censimento utile, per meglio definire  la situazione esistente ed aumentare il numero delle richieste (visto che c’è disponibilità) e delle potenziali approvazioni l’Atac aveva richiesto, nella primavera 2010 a tutti i Municipi   di indicare  un nuovo elenco (nota: senza limitazioni questa volta ) di fermate per le quali fosse ritenuta opportuna la installazione di una pensilina, previo controllo dei Uffici Municipali, in particolare U.O.T., e con la indicazione di possibili deroghe, interventi e/o lavori necessari, mirati ed in tempi brevi. Tutto ciò per permettere una rapida approvazione delle richieste nella apposita Conferenza dei Servizi ed ottimizzare al massimo l’ampia disponibilità.
  • Nel 13° Municipio, a fronte di circa 800 fermate esistenti risultano oggi installate  123 pensiline. Di queste ben 75 sono il risultato della tranche 2010, che era a fronte di una richiesta per 151 pensiline. Quindi, tutto il 13° Municipio risultava ampiamente deficitario.
  • Il Coordinamento Infernetto, su di un totale di circa 60 fermate ATAC esistenti nel quartiere,  aveva richiesto a suo tempo pensiline per 29 fermate. Richieste tutte sostenute nel tempo dal Municipio. A seguito di ciò, all’Infernetto sono state  installate 12 pensiline, mentre è ora pendente una aggiornata richiesta per 26 pensiline,  totalmente coerente con le tutte le precedenti richieste pienamente sostenuta, nei vari contatti tenuti,  dall’Assessore ai LL.PP. del Municipio e dall’Assessorato alla Mobilità, fatto salvo il rispetto delle normative. Per le  ulteriori 17 fermate in lista è stata avanzata richiesta di messa in sicurezza e del rispetto normativo in quanto su sterrati, nei pressi di  cunette ed altro, comode pericolose o scomode e, quindi, permettere anche qui la successiva installazione di pensiline.
  • Per 11 delle 26 pensiline in lista  per l’Infernetto, come sopra menzionato, sono state formalizzate e documentate, dal Coordinamento Infernetto,   richieste per alcuni interventi necessari sulle relative fermate, quali  deroga per la presenza di pini oppure piccole  opere correttive,  per poter  condurre favorevolmente l’iter della approvazione delle stesse. In effetti sono tutte fermate ad alta frequentazione, la maggior parte dislocate lungo il Viale di Castelporziano con ben 4 linee di autobus più una recentissima estensione dello 06 per le scuole di Ostia, oltre che servire tutte gli studenti delle scuole Mozart e di via Cles. Queste richieste di deroga ed intervento sono assolutamente indispensabili se si vuole garantire ai cittadini/utenti decoro, sicurezza ed eliminazione di pesanti disagi quali lunghe attese al sole, alla pioggia ed in piedi, specie da parte di donne ed anziani
  • Pertanto, per quanto riguarda l’Infernetto la richiesta di 26  pensiline  e dell’intervento per la messa in sicurezza di altre 19 fermate ( più le pensiline) è fortemente sostenuta e ben motivata, oltre che prioritaria, e ci aspettiamo una loro approvazione e messa in opera, dopo gli interventi correttivi e le deroghe richieste.
  • Il fatto che tutte, senza esclusioni, siano state messe in lista fa ben sperare, ma , come detto, se non verranno deliberati anche  le deroghe e gli interventi correttivi richiesti, anche con un minimo e sacrosanto investimento in fondi,  il Programma rischia di rimanere azzoppato e perdere l’alto profilo sociale entro il quale è stato generato e si è mosso.
  • I numeri relativi al Municipio sono imponenti: ma  esiste una impossibilità reale a coprire  tutte le fermate  del territorio data, principalmente, la poca rispondenza normativa per la tragrande maggioranza di fermate. E  appare, altrettanto evidente, che  la situazione riguardi tutta Roma e non solo il 13° Municipio, oltre alla necessità di  interventi mirati  e correttivi.

Il Coordinamento Infernetto ha fatto ben presente all’Assessorato alla Mobilità del Comune, oltre agli altri Uffici interessati, anche in tempi recenti, la necessità di una massima attenzione nell’iter del “Progetto Pensiline”, anche a costo di decisioni ed interventi di più alto profilo, per massimizzare il numero delle fermate ATAC da adeguare.

Noi continuiamo a pensare che debbano essere scovate, con pazienza e determinazione e per  farle prevalere,  tutte le buone ragioni  - decoro, sicurezza, qualità del servizio ecc. -  per approvare più pensiline possibile, piuttosto che fornire facili e burocratico/tecnici dinieghi e rimandi sine die.

Basta guardarsi in giro: troppa gente , specie anziani e donne, in lunga attesa alle fermate – Infernetto, territorio municipale e comunale che sia –  sotto l’acqua, sotto il sole, senza  potersi sedere.  Ma nessuno si domanda perché, quando piove, il traffico di auto aumenta a dismisura, e non si utilizza il mezzo pubblico?

Il “Progetto delle 3000 pensiline” ci trova pienamente d’accordo perché va nella giusta direzione di maggiore  civiltà, di maggiore sicurezza, di una migliore qualità della vita oltre che rispetto verso utenti e cittadini tutti.

Per questo, come Coordinamento Infernetto,  segnaliamo, ed insistiamo per questo, circa la necessità di  interventi   più profondi ed incisivi a sostegno,  realizzazione e disponibilità  di fermate ATAC ben più decorose  ed efficienti. Obiettivi che stiamo perseguendo da tempo e che continueremo a perseguire fino al raggiungimento di una più soddisfacente situazione a favore dei cittadini.


Franco Gobbi

Presidente

Coordinamento Infernetto – Associazione di Quartiere


PARLIAMO ANCORA DI ... STRADE !


La drammatica situazione delle nostre strade è da tempo, troppo tempo, oggetto di dibattiti e discussioni in perenne attesa di radicali ed estesi interventi, non più procrastinabili.

Vorremmo aggiungere un ulteriore contributo di opinioni traendo gli spunti, appunto, da una discussione in corso e da un intervento realizzato in questi giorni.

E’ tuttora in corso, in Municipio e presso la sua Commissione LL.PP. , la discussione riguardante la possibilità di acquisire in manutenzione almeno quelle strade, private ma aperte al pubblico transito, percorse quotidianamente da mezzi in pubblico servizio ed utilità.

Dobbiamo rilevare un ritardo nella indispensabile elencazione, per una sua valutazione, di queste strade del Municipio (il Coordinamento Infernetto ne ha fornito, per la sua analisi, già da tempo un elenco di 24 strade) e non vorremmo che l’idea iniziale, sacrosanta ed urgente, venisse stemperata dai soliti lunghi tempi e posizioni di campanile, assolutamente inutili e dannosi.

Per quanto riguarda le strade dell’Infernetto, vogliamo ricordare che una buona parte delle poche strade già in manutenzione e di quelle già elencate formano i possibili anelli circolatori, destinati a migliorare, ed in materia sostanziale, la precaria viabilità e mobilità nel quartiere.

La questione degli anelli circolatori è stata posta, e reiterata, più volte, con molta lungimiranza e raziocinio da moltissimi anni, cioè quando l’Infernetto era ancora una realtà problematica ma ancora limitata.
Gli scopi erano chiari e di notevole interesse: sfruttare e valorizzare al meglio una rete esistente di circa 30 strade (praticamente la stessa dagli anni ’50); creare alternative per la mobilità e viabilità e decongestionare, come del resto previsto dal mai completato Piano Particolareggiato di Zona, dal traffico il viale di Castelporziano, se non altro per ragioni di qualità della vita ed ambientali, visto che i pini stanno morendo tutti.

Purtroppo, siamo ancora fermi ad una discussione iniziale e non è, secondo la nostra modesta opinione, tutta colpa della cronica e crescente mancanza dei fondi necessari. Pensiamo che manchi soprattutto una idonea programmazione, ricorrendo invece a limitatissimi interventi in affanno.

Veniamo al secondo spunto. In questi giorni, e molto rapidamente, è stato finalmente riasfaltato il tratto di via del Lido di Castelporziano compreso tra l’incrocio del via le di Castelporziano con la Cristoforo Colombo. Ottima notizia e ben fatto, ma…….
Tratto questo importante, ridotto ad un colabrodo, percorso da autobus e da grande volume di traffico. Tratto completamente e colpevolmente dimenticato nella opera di riasfaltatura del lungo tratto della stessa via del Lido di Castelporziano chiusa al traffico per molte settimane data la sua pericolosità. Situazione di colabrodo uguale se non peggiore se non altro per il passaggio degli autobus.

Basta farsi un rapido giro per capire che alcune, molte, troppe arterie, di primaria importanza per la viabilità e mobilità delle nostre zone, hanno bisogno da tempo di interventi urgenti in quanto ormai ridotte malissimo, piene di buche che si aprono ogni giorno e, quindi, pericolose.

Sono strade di proprietà pubblica od almeno prese in manutenzione. Sono strade percorse da linee di autobus e da crescenti ed enormi volumi di traffico. Sono strade la cui ultima asfaltatura risale anche a 10 anni fa. Alcune di queste sono invase per sette/otto mesi l’anno dall’enorme traffico dei bagnanti romani che si recano verso le spiagge di Ostia e Castelporziano oppure in Pineta, aggravando i disagi ed i danni per i residenti e l’ambiente. E via discorrendo…

Alcune di queste strade, o tratti delle stesse (?) erano state incluse nel Piano Straordinario del XII° Dipartimento del Comune di Roma, ma come è noto per vicende in corso di analisi e discussione
– non è questa la sede – i relativi lavori programmati non sono mai partiti oppure completati.
Con tutte le inaccettabili conseguenze ed ulteriori ritardi del caso.

Ci riferiamo, in particolare all’Infernetto e non solo, al mancato ed insensato completamento del viale di Castelporziano, per un tratto di circa 800 metri, percorso oltre tutto da ben quattro linee di autobus; alle vie Lotti e Franchetti percorse da autobus; al viale di Castelfusano; al viale della Villa di Plinio anch’essa percorsa da autobus ecc…….
Tutte strade, ripetiamo, indispensabili per i collegamenti viari e percorse quotidianamente da enormi volumi di traffico.

Quindi, ci associamo in pieno e sosteniamo tutte le richieste avanzate, da più parti e da troppo tempo, per la definizione e l’attuazione di urgenti interventi sulle nostre strade. Interventi che, aggiungiamo, dovrebbero essere il frutto di una accorta pianificazione e dell’utilizzo attento delle scarse, ahinoi!, risorse disponibili rivedendo anche e necessariamente priorità e reali urgenze e necessità .



Franco Gobbi

Presidente

Coordinamento Infernetto – Associazione di Quartiere